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Scelte di vita: la guida nel bush

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Da meno di un mese Rete 4 ha ripreso a trasmettere in prima serata (il giovedì) “Life – uomo e natura”, riuscito esempio di infotainment scientifico-naturalistico che molto deve alla capacità di conduzione del biologo Vincenzo Venuto. Ogni tanto, qualche buona nuova dalla tv generalista.

La buona nella buona giovedì scorso, quando la puntata si è aperta con un reportage realizzato nel Limpopo, all’interno di una riserva naturale ai margini del Kruger park.

Intendiamoci, nessuno scoop. Ma per chi come me ne ignorava l’esistenza (a dispetto della passione per l’Africa) è stato interessante scoprire che in Italia esiste una apposita associazione, l‘AIEA, formata da persone che accompagnano una specifica competenza alla passione per il continente. Ancora di più, venire a sapere che ogni anno da qualche tempo l’italiano è una delle cinque lingue (ad ora) che può aprire le porte a chi lo parla verso una professione coinvolgente quanto preziosa, la guida ambientale all’interno dei parchi africani (e del Sudafrica in particolare). Una strada possibile tramite l’AFGA (African Field Guides Organization) e di cui la trasmissione di Venuto ha dato un’affascinante (fin troppo, forse?) rappresentazione, attraverso le testimonianze di alcuni entusiasti uomini e donne italiane.

Chissà, conoscere questa opportunità potrebbe cambiare il destino a qualcuno. Per parte mia, sono grato a chi svolge questo mestiere con dedizione e professionalità, permettendo di vivere certe emozioni nel bush, anche solo per un giorno.

African field guides on italian tv

AFGA, African Field Guides Organization, was last week one of main topic of “Life – man and nature”, a weekly tv reportage on air on Rete 4 italian mainstream channel. The infotainment show, presented by italian biologist Vincenzo Venuto, showed the training activity held in Limpopo by the organization, involving some italian men and females willing to become field guides. The group testified its passion about making this choice of life, in an astonishing enviroment populated by vbig 5 and other animals. Before getting to SA, AFGA candidates are asked to take part in a six-days course managed in Italy by italian association Esperti Africa.

Little big woman

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Nadine Gordimer flew away Yesterday.

Her words, her life, her message are something we’d keep in mind forever. Thank youlittle big woman.

from Joburg to Salvador

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Football at its top, yesterday.

(image published on www.tagblatt.de)

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  • From the street to your choice

    urna1.jpgMay 2014: both Italy and SA are willing to vote, even if in different ways. Twenty years ago, first democratic vote in SA became a steps ahead for the whole world, non only for this country. During two decades, taking part in the use of democracy dropped off year after year, especially in Italy, due to some awful way of using it made by politicians, and to a inadeguate surveillance by citizens too.

    Contemporary history knew the fall of ideologies, or at least their deep critical revision. As a positive reaction, people who were used to a ‘blind vote’ supporting a party, now tend to decide their choice time after time; or not to vote at all.

    What can a young republic like SA learn from Italy, today? Not so much, apart its history and its mistakes, so to avoid them. And what about Italy from SA? 

    In 1994, Street Law Southafrica published the Democracy for All manual. Who listed 13 signposts for democracy:

    1. Citizen participation

    2. Equality

    3. Political tolerance

    4. Accountability

    5. Transparency

    6. Regular free and fair elections

    7. Economic freedom

    8. Control of abuse of power

    9. Bill of rights

    10. Accepting the results of elections

    11. Human rights

    12. A multiparty system and

    1. The rule of law

    Now, the same organization announces that a new edition of Democracy for All will be produced during this year. David McQuoid (Mason Centre for Socio-Legal Studies, University of KwaZulu-Natal, Durban) posted 20 questions to help you to decide whether political parties are respecting the signposts of democracy and the constitution:

    1. Has the party’s policies and actions made you better off than five years ago?

    2. Has the party done what it promised to do five years ago?

    3. Does the party discipline, suspend and expel corrupt leaders and officials?

    4. Does the party allow its leaders and officials to waste the tax payer’s money on unnecessaryexpenditure that benefits only such leaders and officials?

    5. Does the lifestyle of the party leaders and officials demonstrate a genuine concern for the plight of poor and unemployed people in the country?

    6. Does the party safeguard human rights and the constitution by respecting the decisions of the courts, the public protector and the South African Human Rights Commission?

    7. Has the party managed to reduce crime in your area where it is in a position to do so?

    8. Does the party practice transparency by allowing people to know who funds it?

    9. Does the party try to cover up when its leaders and officials are accused of corruption?

    10. Are the party’s leaders and officials approachable and responsive to communities who wish to raise concerns with them?

    11. Does the party put its interests before the interests of the country or the communities where it operates?

    12. Has the party’s policies and practices increased employment opportunities where it is in a position to do so?

    13. Does the party ensure that people and communities are served by competent and caring public officials?

    14. Does the party advance the interests of all South Africans or just a particular section of South African society?

    15. Does the party allow its leaders and officials to be held accountable by the law enforcement organs of the state such as the SAPS, the Hawks and the National Prosecuting Authority?

    16. Does the party allow other parties to campaign freely in areas where its supporters are in a majority?

    17. Does the party accept the election results in parts of the country where it loses after free and fair elections have been held?

    18. Does the party promote access to information about failures in good governance?

    19. Do the party and its leadership represent a reasonable cross-section of South African society?

    1. Does the party ensure that women are properly represented in its leadership and government positions?

    According to Mc Quoid, t”he party that is most respectful of the signposts for democracy and the constitution is the party that receives the most “yes” replies to the above questions”.

    Why don’t we try to apply this test to political parties we’re willing to vote, before next elections…?

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  • Filed under: Italy-SA, society
  • Conta fino a 20. E poi vota

    vote.jpgIn questo mese di maggio 2014 Italia e Sudafrica saranno accomunate dalla chiamata alle urne. Venti anni fa il primo suffragio universale in Sudafrica fu una vera conquista civile, non solo per quel paese ma per tutto il mondo. Oggi la disaffezione per l’esercizio della democrazia è crescente, soprattutto in Italia, complice le degenerazioni a cui molti dei suoi ‘esecutori’ l’hanno esposta in questi decenni, e una ’sorveglianza’ che l’elettorato passivo (noi tutti, quindi) non ha saputo attuare in modo sufficiente.

    La storia contemporanea è stata anche contraddistinta dalla caduta delle ideologie, o per lo meno da una profonda revisione critica di queste. Uno dei pochi risvolti positivi è che se un tempo era molto più diffusa l’abitudine a ‘votare per il partito, a prescindere’, oggi appare più normale farlo caso per caso; oppure non farlo per niente, in linea con la disaffezione di cui sopra.

    Cosa può insegnare l’Italia ad una repubblica molto giovane come il Sudafrica? Probabilmente non molto, se non la propria storia da conoscere per far tesoro degli errori. E il Sudafrica all’Italia? In teoria non molto, essendo più giovane. Ma appena nato, nel 1994, il nuovo Sudafrica (tramite l’organizzazione Street law Sudafrica) fu capace di produrre un manuale pratico intitolato “Democrazia per tutti”, contenente 13 parametri attraverso i quali valutare la democraticità di una nazione:

    1. partecipazione civile
    2. eguaglianza
    3. tolleranza politica
    4. affidabilità
    5. trasparenza
    6. elezioni libere e regolari
    7. indipendenza economica
    8. controllo sugli abusi di potere
    9. carta dei diritti
    10. accettazione dei risultati elettorali
    11. diritti umani
    12. plurarismo politico
    13. rispetto della legge

    Nei giorni scorsi, la stessa organizzazione ha annunciato che nel corso di quest’anno sarà pubblicata una nuova versione del manuale. David Mc Quoid, docente dell’Università Kwazulu-Natal di Durban, ha anticipato 20 domande che ciascun elettore può rivolgersi per decidere se una parte politica merita il suo voto:

    1. le sue azioni ti hanno reso migliore negli ultimi 5 anni?
    2. Quanto di ciò che aveva promesso è stato realizzato?
    3. Questa parte politica controlla, sospende o espelle membri coinvolti in corruzione?
    4. I suoi leader sprecano soldi pubblici?
    5. Lo stile di vita dei suoi leader è in linea con il tenore e le aspettative degli elettori?
    6. Rispetta le decisioni processuali e le pronunce della commissione sui diritti umani?
    7. Ha agito per ridurre il crimine, se ha avuto la possibilità di farlo?
    8. Permette alla gente di conoscere chi la finanzia?
    9. Ha tentato di distogliere l’attenzione da propri leaders, se accusati?
    10. I suoi leader sono disponibili al confronto, ed a tener conto delle istanze che la popolazione sottopone?
    11. Considera maggiormente i propri interessi o quelli della popolazione rappresentata?
    12. Ha agito per aumentare l’occupazione, se ha avuto la possibilità di farlo?
    13. Agisce affinché gli incarichi pubblici siano assunti da persone competenti?
    14. All’atto pratico agisce nell’interesse generale, o solo di un parte della popolazione?
    15. Consente ai propri leader di sottoporsi al controllo degli organismi di tutela della legge?
    16. Consente alle altre parti politiche di esprimere le proprie opinioni liberamente?
    17. Accetta serenamente il risultato delle elezioni quando negativo?
    18. Consente il libero accesso alle informazioni, anche in merito ad aspetti non lusinghieri del suo operato?
    19. Rappresenta un elemento chiave e ragionevole della società?
    20. Assicura una appropriata rappresentanza femminile tra le proprie fila?

    Secondo Mc Quoid, le forze politiche che rispettano maggiormente i 13 parametri sono solitamente anche quelle che presentano il maggior numero di risposte positive a questi quesiti.

    Proviamo a vedere se il docente ha ragione, prima del prossimo voto?

    Looking for ethical supplies

    Brand new leader of italian Democratic party, Matteo Renzi, keeps on asking for strong reforms in italian laws, most of all about electoral system. Recently, he talked about civil service too: “I would every 18 years old man and woman to do it”, he said, “for three months instead of one year on a voluntary base as now”. It’s hard to preview if he’ll get ahead of this purpose before changing the parlament. Italy needs a very strong ethical supply, that means rediscover love – or at least, respect – for public heritage and for all the things who belongs to the community. So, for instance, why not asking to every healthy man and woman to give 67 minutes a year to do someting useful for everybody? SA could have something to advice about it..

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