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SA art shows in european summer

artoff9481.jpgSummer of 2013 in Europe offers two relevant expositions dedicated to recent past & contemporary SA. In Milan, Italy, City townhall reserves the PAC art space to “The rise and fall of Apartheid- phography and bureacracy of everyday life”, managed by Okul Enzewor and open until september 15th. It’s a kind of multimedial exposition, where visitors can find opposite original newspapers of apartheid era (“Drum” and “Panorama”) and a way of showing SA photography history, some made by Roger Ballen and David Goldblatt, besides conteporary art examples signed Adrian Piper and William Kentridge.

Meanwhile. Maison Rouge in Paris, France exposes “My Joburg”, around 40 conteporary SA young artists, whose creations will be open to french audience until sept. 22nd.

(Imagine: courtesy of Maison Rouge website).

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  • Fuochi di paglia, e non solo

    1041770_durban_south_africa_doc.jpgOrmai è la regola. Più atteso è un vertice, più alta è la posta in palio di un summit internazionale, maggiore è la delusione dopo che l’evento si è concluso. Le ultime due pesanti conferme sono arrivate lo scorso fine settimana, quasi simultaneamente, e chiamano direttamente in causa sia l’Italia che il Sudafrica. Il Consiglio europeo che doveva trovare l’intesa per aggiornare il Trattato UE in modo da rassicurare i mercati non l’ha fatto a sufficienza, e solo tre giorni dopo sembra di esser già punto e daccapo: l’Italia è la più esposta a pagarne le conseguenze, sotto ‘tiro’ com’è. Parallelamente la conferenza di Durban sul clima ha evitato il fallimento solo perché ha posto le basi di un accordo globale, che dovrà esser trovato entro il 2015 per essere operativo…5 anni dopo. E ammesso e non concesso che questi tempi saranno rispettati, nel frattempo buona parte della comunità scientifica prevede che la temperatura media del pianeta sarà aumentata fino a 4 gradi, con conseguenze economiche stimate in circa il 10 per cento del Pil mondiale. Non è un fallimento, ma neppure molto di più. Buon per Durban, quantomeno, che pare abbia fatto una buona figura nell’accoglienza.
    Intanto, mentre queste parole vanno in rete, a Firenze, oggi un pazzo ha ucciso tre ambulanti senegalesi prima di far fuori sé stesso. Pare fosse un estremista di destra, e tale dovrebbe essere il movente.
    Come si dice: il sonno della ragione…

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  • Big summits, bad results

    You know the rule, at last: the more an international summit is important, the less results it gets. Latest attempts, last weekend in Bruxelles (European Council) and in Durban (Cop 17 Conference). EU members didn’t succed in reaching decisions enough to calm down financlal market, as EU Commission President Barroso underlined today. Meanwhile, climate convention failed on fixing global target before 2020, and it will mean a 4 degrees growth in earth temperature, up to many environmental scientists, with heavy conseguences on global economic development.
    And after all, Italy today is once again shocked by the psychopatic action of a man who shooted dead 3 men from Senegal, before suiciding. The sleep of the brain still creates monsters…

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  • ice-e-promex.jpgJohannesburg- Sono imprenditori italiani di prestigiose aziende, arrivano da Padova e il loro coro è all’unisono: il Sudafrica è un paese con un mercato in crescita e su cui puntare. «Ci teniamo a promuovere qui il made in Italy, il Sudafrica offre grosse opportunità, è un trampolino per tutti i paesi dell’Africa» dice Andrea Roncato, 30 anni, export manager della Valigeria Roncato Spa, unica azienda a produrre valigeria italiana. «È la prima volta che visito il Sudafrica e mi aspettavo sinceramente un paese del terzo mondo, invece è un paese all’avanguardia» aggiunge Marica Tronchin, 30 anni, export manager della Bosca Arredi.

    Lo spunto per confrontarsi sulle opportunità di business che offre il Sudafrica è la serata che si è tenuta lo scorso lunedì 4 aprile a Johannesburg per inaugurare la missione organizzata da Padova Promex, Azienda Speciale della CCIAA di Padova, dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero di Johannesburg e dalla Camera di Commercio italosudafricana: «È un vero orgoglio per noi avervi qui- ha introdotto l’ambasciatore italiano Elio Menzione- Padova è una città meravigliosa, vitale e ricca di imprenditorialità. E la vostra presenza rende anche omaggio al mio predecessore, l’ambasciatore Alessandro Cevese, anch’egli padovano, purtropppo scomparso». Pronto il ringraziamento di Malvina Cerantola, project & business development manager di Padova Promex: «Visti i risultati nel 2007, nella nostra prima missione con l’Ice, abbiamo deciso di mandare nuovi imprenditori in Sudafrica, certi di replicare il successo». Le fa eco Sergio La Verghetta, direttore dell’Ice di Johannesburg: «Siamo orgogliosi di ospitare per la seconda volta Padova  Promex e gli imprenditori padovani. Il Sudafrica è un paese lontano dall’Italia, ci vuole determinazione per prendere un aereo e arrivare qui. Ma siamo certi che nasceranno anche questa volta sinergie vincenti. Del resto le statistiche parlano chiaro: su 100 aziende che cercano di farsi strada all’estero, il 50% parte da sola e, allo sbaraglio, ottiene risultati deludenti, mentre il restante 50% si appoggia a istituzioni come Padova Promex e ICE che le supporta, e i risultati non tardano ad arrivare».

    Tra gli imprenditori presenti, anche i fondatori di agguerrite aziende italiane che si sono affermate gradualmente a livello mondiale, come Filippo Briani, della Hydrotech Engineering Srl che offre soluzioni davvero innovative per il riciclo e la depurazione dell’acqua. Oppure Fabio Giacomin, della Meat Srl, unica al mondo a produrre portoni sezionali senza molla con inverter. Tutti entusiasti del Sudafrica: «È un paese eccezionale e speriamo di fare affari» dice Ivano Rodighiero della Joseph Egli Italia, altra azienda padovana di impianti di depurazione approdata per la missione in Sudafrica. «La concorrenza in Sudafrica è molto bassa, gli imprenditori locali operano quasi in completo monopolio, quindi riuscire a inserirsi nel mercato è una grossa opportunità. Inoltre il Paese sta iniziando ad occuparsi di aspetti green e di risparmio energetico a noi cari» spiega Piero Carletto, direttore generale di Arneg Argentina.

    Non mancano punti critici: «I dazi sono alti, per riuscire a investire qui bisogna diventare competitivi, ma per una azienda di giostre come la nostra è promettente arrivare qui e vedere che in un paese grande cinque volte in più dell’Italia ci sono solo quattro parchi divertimento: ci sono grandi spazi e la popolazione è giovane, per cui speriamo bene» dice Augusto De Santi, export manager della SBF Visa Group, famosa azienda di giostre. Alcuni di questi imprenditori hanno già avviato business in Sudafrica: «Nel recente passato abbiamo posizionato nel mercato sudafricano una parte della gamma prodotti con notevole successo. In questo momento stiamo riproponendoci con nuove referenze, per affermarci ulteriormente come produttore italiano qualificato» dice Alberto Noventa, marketing manager della Agrex, produttrice di macchine agricole. Stessa cosa per Enrico Baruffato, 45 anni, international sales manager della Welding Wire Machineries, azienda di macchine per la produzione di filo per saldature: «Ho già fatto affari qui in Sudafrica, è un paese ricco di opportunità e di contraddizioni, dovute al suo contesto storico particolare. Ci vorranno generazioni per liberarlo del tutto dall’eredità dell’apartheid».

    E c’è chi sostiene che dal Sudafrica abbiamo anche tanto da imparare: «I sudafricani sono molto attenti e curiosi rispetto alle novità che presentiamo, ma hanno anche da insegnarci» dice Ugo Pelosin, export sales manager della Sirca, industria di resine e vernici. Conferma Michael Creighton, Head of SACE SpA, Sub Saharan Africa: «Queste occasioni business sono anche momenti di scambio culturale e professionale. Il nostro paese ha per esempio da imparare dal made in Italy e dall’Italian way di  fare business: in particolare riuscire ad avviare tante piccole e medie imprese, come fanno gli imprenditori italiani, ci aiuterebbe a ridurre il tasso di disoccupazione. Inoltre l’Italia è al top nel campo dell’ingegneria e produzione di macchinari e potrebbe essere utile creare una linea diretta con il nostro paese per questo settore. D’altro canto noi potremmo essere di esempio per l’Italia riguardo ai tassi di crescita: il tasso di crescita in Italia è molto basso, mentre nel nostro Paese è alto e questo significa più dinamicità e più opportunità di mercato» conclude Creighton.

    Per approfondimenti: www.pd-promex.it, www.ice.gov.it, oppure www.italcham.co.za

    Da Clint a Belen, via Sudafrica

    natale-in-sudafrica.jpgQualche giorno fa, un giornalista-opinionista radiofonico (Parenzo) sosteneva che i cosiddetti ‘cinepanettoni’ dovrebbero essere proiettati nelle scuole (!) tanto sono uno spaccato della società contemporanea. Benchè i vari Vanzina o Neri Parenti assicurino che quelli di quest’anno siano diversi dai precedenti, restiamo molto scettici sull’evoluzione di questa specie cinematografica. Volenti o nolenti, un dato finora resta innegabile: il filmozzo nazionalpopolare che esce sotto le feste macina sempre grandi incassi, anche perché quel che risparmia in sceneggiatura lo investe regolarmente per ingaggiare l’icona sexy del piccolo schermo, che sia Belen o la Canalis. Stando così le cose, è difficile biasimare quindi l’Ente del turismo Sudafricano in Italia per aver deciso di sposare  la FilMauro nel co-marketing: il logo “Southafrica – It’s possible” figura infatti tra quelli che accompagnano la massiccia campagna mediatica di “Natale in Sudafrica”, l’ultimo capitolo della saga in ordine di tempo. Alla vigilia dell’uscita del film nelle sale, ci si può almeno augurare che qualcuno tra il pubblico risacchione colga l’occasione per saltare dal sito ufficiale de film a quello creato ad hoc per far scoprire il Sudafrica turistico agli italiani, partendo dall’abc.. Resta il fatto che il 2010 sul grande schermo italiano è stato segnato da questo paese: l’America (Clint Eastwood) lo ha aperto con Invictus, l’Italia lo chiude con Christian De Sica. Ognuno faccia le sue considerazioni…

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  • SA on italian Xmas screens

    Southafrica is willing to play a primary rule in the 201 Xmas cinemas season of Italy. On december 17th will be shown on the big screens “Natale in Sudafrica”, the last episode of a b- movie saga that comes out every year during holydays. This kind of films are everytime sold out, also because productions spend big money to engage italian tv sexy icons (this year: Belen Rodriguez) in the cast. The Southafrican tourism office in Italy decided to sponsor the issue: on the official website of the movie you can find a link to a special site created to explain Southafrica to italians that want to know more about the country and its touristic offer.  Fot italian cinema fans, isn’t do good to know that Usa started the 2010 season with Invictus, and Italy closes it with tihs kind of film…

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  • Aria di Spoleto a Pretoria

    pretoria.jpgTra gli amici sudafricani di Go2010 su Facebook c’è Jane, che è amante della lirica e grazie (forse solo) a questo conosce qualcosa dell’Italia. Statisticamente, è probabile che molti in Sudafrica siano nella stessa condizione: ecco perché una notizia apparentemente secondaria come la tournée di un teatro lirico italiano in a Pretoria potrebbe avere una particolare importanza per l’avvicinamento tra questi due paesi. Succede infatti che il Teatro lirico Sperimentale di Spoleto sia spostato per quattro giorni nella cità della jacaranda, dove ha tenuto un concerto ed un laboratorio su Gaetano Doninzetti. E siccome da cosa nasce cosa, dal contatto con la locale Opera Africa è nata l’idea di un progetto comune: lo Spoleto Opera Africa Italian and African Voices. Staremo a…sentire.

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