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Archive for the ‘sports’ Category

Pistoirus in love with Tuscany

I can’t say now if Grosseto is my second or my real first home”. That’s what Oscar Pistorius said some days ago in Grosseto, Tuscany, the place chosen since last year as training centre for his summer season. May be the runner said this to grace his local sponsor, the touristic and the export board of the italian city; but we can’t exclude that he really felt well in this place. He promises to come back next week to train there; we’re wondering what his father Henke (ancient friend of our blog) thinks about this.

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  • Oscar prende casa a Grosseto

    Se una persona arriva a dire di una città che frequenta periodicamente che “non so più se è la mia seconda casa o la prima, tanto ci sto bene”, può significare almeno due cose: o che si è ben integrato e lo pensa davvero, o che lo dice per cortesia. A volte la verità sta nel mezzo, e questo forse è il caso di Oscar Pistorius che nei giorni scorsi ha salutato con toni entusiastici Grosseto, la città che per il secondo anno lo ha ospitato in estate come sede della sua preparazione atletica. (more…)

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  • La strana meta di Cheeky Watson

    rugby1.jpgDan Cheeky Watson negli anni ‘70 era un omone bianco dal roseo avvenire nello sport sudafricano per eccellenza, il rugby. Gran placcatore, ad un certo punto Dan ha l’opportunità di vestire la maglia degli Springbooks, la nazionale del suo paese. Subito prima di accettare la convocazione, scopre tramite un giornalista di colore che anche nelle township nere ci sono ragazzi a cui piace giocare a rugby. Il suo cicerone dell’”altra” palla ovale gli propone di dedicarsi ad allenare i rugbisti-ombra della nazione, all’epoca immersa nell’apartheid. Lui accetta, e contemporaneamente viene radiato dallo sport ufficiale. Che Dan un giorno sfida apertamente, portando due delle sue squadre nere a fare una esibizione-blitz in uno dei più importanti campi nazionali. (more…)

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  • Italy discovers Dan Cheeky Watson

    Dan Cheeky Watson was a 70’s SA rugby promise. He had the chance to wear the springbooks shirt, but he preferred to accept the invitation of a black-skin journalist to discover the township rugby players, and to teach them how to improve. The apartheid system didn’t forgive his choice, and so Cheecky Watson was cancelled from official SA rugby.

    The story of this strange white player has been recently performed on the italian scenes with a show titled “Rugby blues”, directed by the italian actor Biagio Vinella. Some days ago, italian all-news channel Radio 24 interviewed him, altogether with Cuttita brothers, 1995 italian rugby national team’s players, who spent their childhood in Southafrica.

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  • Ventidue punti di passivo non sono il massimo, ma nemmeno il minimo per l’Italia del Rugby. Il risultato di oggi al Friuli di Udine (32-10) è il secondo migliore di sempre per gli azzurri nei confronti del Sudafrica, attuale campione del mondo. Molto meglio di 10 anni fa, quando Nick Mallet allenava gli Springboks e il risultato fu di 101-0. Peccato per i calci piazzati non trasformati, ma grande esaltazione per la meta di Garcia. Arrivederci Springboks, onore agli azzurri.

     

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  • Italy vs. Springboks, almost the best

    courtesy of lastampa.itTen points are not the maximum, but not he minimun too for italian rugby. Today’s match result (32-10) in Udine, italy ist the best of ever for ‘azzurri’ against Southafrican rugby. Much better than 10 years ago, when Nick Mallet was Springboks coach and they won 101-0. Today we regret for some bad kicks in the match, but Garcia’s half was a great one. See you Springboks, proud to have seen azzurri.

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  • “Il 25 giugno 1995 è un giorno che mi ha cambiato la vita. Quando il Sudafrica vinse la sua prima coppa del mondo di rugby, io ero allo stadio con mio padre. Vicino a noi c’era un tipo biondo, biando, afrikaan: alla fine della partita dette un grande abbraccio a papà. In quel momento capìi quanto era importante per noi quel giorno”. Così Bryan Habana, velocissimo giocatore di colore della nazionale sudafricana di rugby, risponde ad una intervista pubblicata oggi su La Stampa. “Non mi sento nero, mi sento sudafricano” dice Habana, che oggi pomeriggio affronterà con la sua nazionale l’Italia nel test match di Udine: “una squadra di rugby no  può essere fatta in una notte – dice a proposito dell’Italia – stano migliorando, non dovete metter loro fretta”. 

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