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The dark side still resists

It’s a goodlooking summer for SA in Italy, we wrote less than a month ago. But there’s always a dark side of the moon: Marikana showed it dramatically to the italian audience. We ought to know how things really went over there, that’s for sure. But anyway, it’s been a very bad page for SA’s recent history. Deeply linked, as it seems so far, to liberism collateral effect; an most of all, to post-apartheid legacy.

Cinic question to end this post: will be faster Southafrrica in getting out of it, or Italy in escaping from its crisis?

ice-e-promex.jpgJohannesburg- Sono imprenditori italiani di prestigiose aziende, arrivano da Padova e il loro coro è all’unisono: il Sudafrica è un paese con un mercato in crescita e su cui puntare. «Ci teniamo a promuovere qui il made in Italy, il Sudafrica offre grosse opportunità, è un trampolino per tutti i paesi dell’Africa» dice Andrea Roncato, 30 anni, export manager della Valigeria Roncato Spa, unica azienda a produrre valigeria italiana. «È la prima volta che visito il Sudafrica e mi aspettavo sinceramente un paese del terzo mondo, invece è un paese all’avanguardia» aggiunge Marica Tronchin, 30 anni, export manager della Bosca Arredi.

Lo spunto per confrontarsi sulle opportunità di business che offre il Sudafrica è la serata che si è tenuta lo scorso lunedì 4 aprile a Johannesburg per inaugurare la missione organizzata da Padova Promex, Azienda Speciale della CCIAA di Padova, dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero di Johannesburg e dalla Camera di Commercio italosudafricana: «È un vero orgoglio per noi avervi qui- ha introdotto l’ambasciatore italiano Elio Menzione- Padova è una città meravigliosa, vitale e ricca di imprenditorialità. E la vostra presenza rende anche omaggio al mio predecessore, l’ambasciatore Alessandro Cevese, anch’egli padovano, purtropppo scomparso». Pronto il ringraziamento di Malvina Cerantola, project & business development manager di Padova Promex: «Visti i risultati nel 2007, nella nostra prima missione con l’Ice, abbiamo deciso di mandare nuovi imprenditori in Sudafrica, certi di replicare il successo». Le fa eco Sergio La Verghetta, direttore dell’Ice di Johannesburg: «Siamo orgogliosi di ospitare per la seconda volta Padova  Promex e gli imprenditori padovani. Il Sudafrica è un paese lontano dall’Italia, ci vuole determinazione per prendere un aereo e arrivare qui. Ma siamo certi che nasceranno anche questa volta sinergie vincenti. Del resto le statistiche parlano chiaro: su 100 aziende che cercano di farsi strada all’estero, il 50% parte da sola e, allo sbaraglio, ottiene risultati deludenti, mentre il restante 50% si appoggia a istituzioni come Padova Promex e ICE che le supporta, e i risultati non tardano ad arrivare».

Tra gli imprenditori presenti, anche i fondatori di agguerrite aziende italiane che si sono affermate gradualmente a livello mondiale, come Filippo Briani, della Hydrotech Engineering Srl che offre soluzioni davvero innovative per il riciclo e la depurazione dell’acqua. Oppure Fabio Giacomin, della Meat Srl, unica al mondo a produrre portoni sezionali senza molla con inverter. Tutti entusiasti del Sudafrica: «È un paese eccezionale e speriamo di fare affari» dice Ivano Rodighiero della Joseph Egli Italia, altra azienda padovana di impianti di depurazione approdata per la missione in Sudafrica. «La concorrenza in Sudafrica è molto bassa, gli imprenditori locali operano quasi in completo monopolio, quindi riuscire a inserirsi nel mercato è una grossa opportunità. Inoltre il Paese sta iniziando ad occuparsi di aspetti green e di risparmio energetico a noi cari» spiega Piero Carletto, direttore generale di Arneg Argentina.

Non mancano punti critici: «I dazi sono alti, per riuscire a investire qui bisogna diventare competitivi, ma per una azienda di giostre come la nostra è promettente arrivare qui e vedere che in un paese grande cinque volte in più dell’Italia ci sono solo quattro parchi divertimento: ci sono grandi spazi e la popolazione è giovane, per cui speriamo bene» dice Augusto De Santi, export manager della SBF Visa Group, famosa azienda di giostre. Alcuni di questi imprenditori hanno già avviato business in Sudafrica: «Nel recente passato abbiamo posizionato nel mercato sudafricano una parte della gamma prodotti con notevole successo. In questo momento stiamo riproponendoci con nuove referenze, per affermarci ulteriormente come produttore italiano qualificato» dice Alberto Noventa, marketing manager della Agrex, produttrice di macchine agricole. Stessa cosa per Enrico Baruffato, 45 anni, international sales manager della Welding Wire Machineries, azienda di macchine per la produzione di filo per saldature: «Ho già fatto affari qui in Sudafrica, è un paese ricco di opportunità e di contraddizioni, dovute al suo contesto storico particolare. Ci vorranno generazioni per liberarlo del tutto dall’eredità dell’apartheid».

E c’è chi sostiene che dal Sudafrica abbiamo anche tanto da imparare: «I sudafricani sono molto attenti e curiosi rispetto alle novità che presentiamo, ma hanno anche da insegnarci» dice Ugo Pelosin, export sales manager della Sirca, industria di resine e vernici. Conferma Michael Creighton, Head of SACE SpA, Sub Saharan Africa: «Queste occasioni business sono anche momenti di scambio culturale e professionale. Il nostro paese ha per esempio da imparare dal made in Italy e dall’Italian way di  fare business: in particolare riuscire ad avviare tante piccole e medie imprese, come fanno gli imprenditori italiani, ci aiuterebbe a ridurre il tasso di disoccupazione. Inoltre l’Italia è al top nel campo dell’ingegneria e produzione di macchinari e potrebbe essere utile creare una linea diretta con il nostro paese per questo settore. D’altro canto noi potremmo essere di esempio per l’Italia riguardo ai tassi di crescita: il tasso di crescita in Italia è molto basso, mentre nel nostro Paese è alto e questo significa più dinamicità e più opportunità di mercato» conclude Creighton.

Per approfondimenti: www.pd-promex.it, www.ice.gov.it, oppure www.italcham.co.za

I maestri del design italiano al servizio del Sudafrica

da Johannesburg

designer-italiani1.jpg Il made in Italy nel mondo. Tre grandi maestri della creazione italiana protagonisti della Masterclass di Johannesburg “The heArt of the italian design”. Lo scorso 14 ottobre, presso la suggestiva Turbine Hall, attorniati da un grande gruppo di interior designer sudafricani e imprenditori italiani, i designer Carlo Colombo, Simone Micheli e Massimo Papiri, hanno raccontato come lavorano, come disegnano e scelgono di distribuire gli spazi. «Vedo sempre prima tutto in sogno. Quando mi commissionano un lavoro entro nello spazio e, mentre la persona mi parla e descrive i suoi bisogni più profondi, ho delle visioni. Mi appare nella mente come devo organizzare gli spazi. Devo però essere rapido e disegnare tutto molto velocemente» ha raccontato per esempio Simone Micheli, professore di Design al Politecnico di Milano.
Curiosi ed esperti del settore hanno rivolto  domande e chiesto consigli. «I designer sudafricani devono prima di tutto riuscire a costruirsi una loro identità. Siamo qui per parlare del made in Italy, sperando che i nostri lavori possano ispirarli nella loro ricerca artistica» spiegano Massimo Papiri, maestro di architettura, e Carlo Colombo, che lavora per diverse aziende famose tra cui Poliform, Antonio Lupi e Arflex.
«Con questo incontro abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: presentare le eccellenze della produzione architettonica italiana qui in Sudafrica» ha dichiarato Giampaolo Bruno, direttore dell’ICE, Istituto Nazionale per il Commercio Estero in Sudafrica. «Vorremmo sensibilizzare le imprese italiane a investire in questo mercato, ad ampliare la loro offerta. E i dati recenti di cui disponiamo sono molto positivi: i recenti mondiali hanno aumentato l’interesse per questo paese».    

To work during world cup: look this

One month and a half working (and amusing?) in Southafrica. If you have time, between june 1st and july 15th, 2010, you can try the chance offered by Ieseventi, as published on Gazzetta del Sudafrica. They are looking for hostesses, stewards, waiters, chef-assistants, assemblers; you need to be 35 years old or less, and speak fluent english and italian. You may work in one of the cities who will host the 2010 tournament. Interested? Write to eventi@ieseventi.com.

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  • Occasione di lavoro mondiale

    Un mese e mezzo di lavoro (e divertimento?) in Sudafrica, durante i mondiali di calcio. Lo propone Ieseventi tramite la Gazzetta del Sudafrica: requisiti richiesti età fino a 35 anni, inglese e italiano fluenti. Sono richiesti hostess, steward, camerieri, aiuti cuoco, montatori. Scrivere a eventi@ieseventi.com .

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  • Coke, the student and the Confed Cup

    2010 World cup will give the chance to test new advertising technics, up to what already happened this year in SA, facing the Confed Cup of june. Coke,, Cup main sponsor, choose a young student to make the commercial to be broadcasted during the Cup. Read the full story on Safootballfans.

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  • Spot Coca cola, roba da studenti

    I mondiali di calcio 2010 saranno l’occasione per testare nuove tecniche di comunicazione di pubblicitaria. Lo lascia intuire quanto è successo già quest’anno in Sudafrica, in vista della Confederation cup di giugno. Coca Cola, uno dei main sponsor, ha affidato ad un giovane studente la realizzazione dello spot che sarà in onda per tutto il periodo della manifestazione. Mfundo Mhkize, questo il suo nome, ha 22 anni e frequenta la AFDA film School di Johannesburg; è stato scelto ad aprile dopo una serie di selezioni. Il suo spot, in onda dal 4 maggio, ruota intorno a due ragazzi che ballano. L’intervista al protagonista su Safootballfans.

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