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Archive for December, 2010

Aiuti contro

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Per una serie di concomitanze, è in atto una specie di fuoco incrociato contro la cosiddetta ’solidarietà internazionale’. Un po’ di cartucce le ha sparate qualche tempo fa Dambysa Moyo, l’economista africana secondo cui è spesso deleterio l’effetto degli aiuti rivolti ai paesi in via di sviluppo, Africa (e Sudafrica) inclusa. E’ per certi versi critica anche la voce di Mohammad Yunus, per il quale gli interventi ‘buoni’ delle imprese o delle comunità internazionali spesso non compensano gli effetti negativi che altre azioni degli stessi soggetti contemporaneamente arrecano alle stesse comunità beneficiarie, o al pianeta in genere.

Nel 2010 sono arrivati gli strali documentati di Philip Gourevitch e Lina Polman contro le organizzazioni volontarie di soccorso umanitario: il fund rising per sostenerne le attività, dicono, ha finito spesso per alimentare le stesse atrocità che le loro azioni dovrebbero lenire.

L’argomento è troppo complesso e sfaccettato per farne giustizia con le poche righe di un post. Nell’esperienza personale di chi scrive qui, effettivamente, si è affacciato più volte un sospetto: quello che certe organizzazioni no-profit dispensino immagini pietose più per meri obiettivi di raccolta che per altro. Ed è proprio l’esperienza personale che, nel tempo, ci ha indotto prima a restringere l’attenzione alle sole organizzazioni in grado di documentare in modo attendibile la loro attività, e più di recente a guardare con attenzioni più alle iniziative di business sociale che non a quelle delle Ong; anche se al momento, da questo punto di vista sia le une che le altre restano sotto osservazione.

Detto questo, sarebbe ingiusto dimenticare come a tutt’oggi il mondo del no-profit rilanci storie esemplari, in grado come poche di seminare ancora fiducia per il futuro. Una di queste recentemente è arrivata dal Sudafrica, ed è con questa che vogliamo prender spunto per augurarci di dare seguito alle spinte positive dell’anno che sta finendo. It’s time to go, now. Let’s go 2011!

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  • Time to stop helping?

    shak_110710.jpgDambysa Moyo says to help african nations has been often a bad remedy. Mohammad Yunus warns about profit companies who make charities. Recently, a new book from reporter Linda Polman affirmed that expeditions of Red Cross and other international rescue organizations have been sometimes corrupted by war contestants.

    It doesn’t sound so good for international solidarity, in these days. And it’s not so easy to say in a few words if we agree or not with these points of view. It could be wrong to affirm that any no-profit organization is wasting moneys, and it could be wrong too to say that everyone’s good. We are monitoring some of them: anyway, we’d like to close this very special year for Southafrica with a positive example.

    And now, it’s already time to Go2011.

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  • Da Clint a Belen, via Sudafrica

    natale-in-sudafrica.jpgQualche giorno fa, un giornalista-opinionista radiofonico (Parenzo) sosteneva che i cosiddetti ‘cinepanettoni’ dovrebbero essere proiettati nelle scuole (!) tanto sono uno spaccato della società contemporanea. Benchè i vari Vanzina o Neri Parenti assicurino che quelli di quest’anno siano diversi dai precedenti, restiamo molto scettici sull’evoluzione di questa specie cinematografica. Volenti o nolenti, un dato finora resta innegabile: il filmozzo nazionalpopolare che esce sotto le feste macina sempre grandi incassi, anche perché quel che risparmia in sceneggiatura lo investe regolarmente per ingaggiare l’icona sexy del piccolo schermo, che sia Belen o la Canalis. Stando così le cose, è difficile biasimare quindi l’Ente del turismo Sudafricano in Italia per aver deciso di sposare  la FilMauro nel co-marketing: il logo “Southafrica – It’s possible” figura infatti tra quelli che accompagnano la massiccia campagna mediatica di “Natale in Sudafrica”, l’ultimo capitolo della saga in ordine di tempo. Alla vigilia dell’uscita del film nelle sale, ci si può almeno augurare che qualcuno tra il pubblico risacchione colga l’occasione per saltare dal sito ufficiale de film a quello creato ad hoc per far scoprire il Sudafrica turistico agli italiani, partendo dall’abc.. Resta il fatto che il 2010 sul grande schermo italiano è stato segnato da questo paese: l’America (Clint Eastwood) lo ha aperto con Invictus, l’Italia lo chiude con Christian De Sica. Ognuno faccia le sue considerazioni…

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  • SA on italian Xmas screens

    Southafrica is willing to play a primary rule in the 201 Xmas cinemas season of Italy. On december 17th will be shown on the big screens “Natale in Sudafrica”, the last episode of a b- movie saga that comes out every year during holydays. This kind of films are everytime sold out, also because productions spend big money to engage italian tv sexy icons (this year: Belen Rodriguez) in the cast. The Southafrican tourism office in Italy decided to sponsor the issue: on the official website of the movie you can find a link to a special site created to explain Southafrica to italians that want to know more about the country and its touristic offer.  Fot italian cinema fans, isn’t do good to know that Usa started the 2010 season with Invictus, and Italy closes it with tihs kind of film…

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  • Un pullover per Sergio a Cape town

    168626_status_2.jpgNei giorni in cui la Fiat mostra di voler investire su tutto tranne che l’Italia, una domanda sorge spontanea: perché non in Sudafrica? Per mesi ha tenuto banco la scelta della Serbia a scapito degli stabilimenti italiani, da alcuni giorni si vocifera di un prossimo impegno in Brasile mentre Marchionne sembra sordo alle avances della Marcegaglia per continuare a credere su Mirafiori. Nel frattempo, un concorrente tutt’altro che marginale annuncia di puntare sulla punta estrema del continente africano: il 7 dicembre Daimler Ag ha annunciato la prossima apertura di un nuovo impianto ad ‘East London, che si aggiungerà per la produzione delle Mercedes classe C di nuova generazione a quelli già attivi in Germania, Cina e Stati uniti. L’investimento dovrebbe creare tra 1500 e 2000 nuovi posti di lavoro. Lo stabilimento, in particolare, sosterrà la domanda del mercato africano e di quello asiatico. Dove, peraltro, la Mercedes è già presente (in certe aree è praticamente l’unica auto europea diffusa), mentre la ex (sempre più ex) Fabbrica Italiana Automobili Torino è spesso ancora sconosciuta.

    Magari Marchionne potrebbe farsi un giro a Cape Town, per comprare il prossimo pullover.

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  • Mercedes chooses SA. What about Fiat?

    While italian car company Fiat is targeting day by day new countries but Italy to settle its plants, Daimler AG announces to invest R 2-billion in Mercedes Benz Southafrica to produce next generation class C cars in East London. It’s enough to wonder if Fiat CEO Sergio Marchionne will ever think about investing in SA too.

     

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  • Cooperation going on

     Netsafrica is going on, as it seems on the web. The three-years cooperation program between Tuscany and Eastern Cape is willing to get into its last rush, with its landing scheduled on may 2011. The offical web site is not so clear about what’s going on, but anyway something has been happening during last months, according to the rectruitments that took place on some Sa websites, searching for a Project manager and for a provincial coordinator.

    Less than six months on the go for Netsafrica; then, it will be time for the figures.

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