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Archive for November, 2011

Passi indietro

Su questo blog, ormai qualche anno fa, riportammo con piacere la parole di Nadine Gordimer: intervistata da un tv italiana, dichiarava sorridente che “il Sudafrica oggi ha la costituzione più moderna”. Ora, leggere le sue dichiarazioni dei giorni scorsi nella quali afferma che “stiamo tornando verso l’apartheid”, è come ingoiare una birra gelida quando si ha bisogno di un ponch caldo. La Gordimer si riferisce alla legge sul segreto di Stato, approvata in prima battuta (l’ultima parola spetterà alla Camera alta) dall’Assemblea nazionale del Sudafrica, e osteggiata anche da Desmond Tutu, oltre che da Nelson Mandela.
Forse presto anche noi dovremo smettere di scrivere parole in libertà su queste pagine. Intanto il Sudafrica si appresta ad ospitare il vertice che dovrebbe salvare il Protocollo di Kyoto. Ci vorrebbe un colpo di scena nell’interesse di tutto il pianeta, e sinceramente ce l’auguriamo. Per bene che vada, all’indomani del summit resterà un’ombra grande sul paese arcobaleno.

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  • Steps behind

    On this blog, we posted years ago Nadine Gordimer’s words, pronounced in an italian tv’s interview: “Southafrica nowadays has one of the most modern costitution on the world”. We’ve been frozen up, last days, hearing her saying “we’re stepping behind towards apartheid”. She mentioned about the “secrecy Bill”, following Desmond Tutu’s thoughts, and Mandela’s ones too, perhaps.
    Maybe one close day we’ll have to stop bloggin’ about SA. Meanwhile, the country is willing to host the world climate summit, due to rescue Kyoto protocol. We really hope it will succeed. But anyway, the day after a new shadow will stand over the rainbow nation.

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  • Destini incrociati #2

    1241827_santo_leonardobc.jpgIn teoria, con stasera in Italia si è chiusa un’era. Fossero stati altri tempi, anche solo qualche anno fa, ci sarebbe stato di che festeggiare, brindare e fare le ore piccole ebbri per la speranza di un futuro migliore.
    Invece, al punto in cui l’Italia si è ridotta, non ci è rimasta neppure quest’ebrezza.
    E ancora più desolante è pensare che si arriva a questo punto di svolta non perché l’uscente premier o gli italiani che l’hanno sostenuto si sono resi conto che era il tempo per farlo. Bensì perché l’Europa, i mercati e chissà qual’altro oscuro figuro ci hanno in pratica costretto a farlo.
    Forzati ad occuparsi di quello strano paese che è diventato l’Italia, i media sudafricani hanno almeno in parte colto l’occasione per mettere a confronto gli attuali due leader dei rispettivi paesi: un’analisi (ed un dibattito reso vivo dai commenti) si può leggere su thoughtleader.co.za, per mano di Vadim Nikitin. Le similitudini sono numerose, e balza agli occhi la profezia che, come Berlusconi oggi, un domani Zuma possa cadere vittima del suo “non fare”. Come alcuni notano, il Sudafrica ha dalla sua un cappio in meno al collo da parte della comunità finanziaria, e un’opposizione che giorno dopo giorno sta crescendo in modo costruttivo.
    Salvo sorprese, in Sudafrica si tornerà a votare nel 2012, in Italia…chissà quando. E chissà come sarà messa, l’Italia, quando lo farà.

    Crossing destinies #2

    At first hand, Italy seems to close tonight an historic era. In other times, even a few months ago, many people would have celebrated this event with cheers and parties all night, drunk by the hope of a better future to start. Nothing of this is really possible tonight, considering the situation Italy felt down in.
    It’s even more depressing to think that Berlusconi came to resing not really because he realized what he (hasn’t) done, or because people who supported him realized it instead of him, but only because EU, financial markets or maybe some hidden player forced him to do it.
    Vadim Nikitn on Thoughtleader.co.za, as other SA media, compares Berlusconi to Zuma; their walks share many things, and it’s really possible that sooner or later JZ will fall victim of his “doing nothing of real”; but in this moment, SA is not as targeted by financial powers as Italy is, and his political opposition is growin’ solid, much more than Italian one.
    Apart from surprises, SA will be back on vote in 2012; Italy…who knows when. And who know how this country will be, at that time…

    Acqua di nebbia

    focus_lim_water_wukunzelele_image.jpgDal Sudafrica arriva una dritta che potrebbe essere molto utile per tante città italiane, a cominciar da quelle della pianura padana. Ed è l’ennesima riprova che la fame (o meglio la sete, in questo caso), quando non è tale da uccidere, aguzza l’ingegno. A Tshiavha, nella provincia di Limpopo la popolazione esasperata per la scarsità di acqua pulita ha sperimentato un sistema per ricavarne da un fenomeno presente in quantità: la nebbia. A quanto pare, tramite un fitto reticolato alto 4 metri, che termina in una grondaia inclinata verso un serbatoio, è possibile recuperare dall’umidità notturna acqua in quantità, che gradualmente sta sostituendo negli usi della comunità (ed in particolare, della scuola del villaggio cui assicura fino a 2500 d’acqua litri al giorno) l’acqua non purificata a cui grandi e piccoli erano soliti attingere, contraendo spesso disturbi e malanni.
    Nel potenziale adattamento dal Limpopo alla Padania, semmai, sorge un problema: l’acqua piovana (e nebbiosa) di laggiù è notoriamente pulita. Quella del Nord Italia, presumibilmente, un po’ meno.

    Limpopo water miracle

    1337335_trees_in_fog_thanks_to_avanzero.jpg It’s quite interesting for Italy, especially for north cities, what people of Tshiavha village in Limpopo achieved. According to Heath24, they’ve built a narrow 4 mt. high-net, able to capture fog-ittle drops, and to pass them in a water tank. This water is useful for domestic use, particularly in village school. This invention allows local people to stand traditional water lackness of the region, and to avoid using dirty water to wash and drink. This discovery could have many applications in Northern Italy, whose cities are usually covered by fog during autumn and winter. Main problem is.. their foggy water probably isn’t as clear as Limpopo’s one is.