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Archive for April, 2012

A bridge day

flag.jpgI’ve never thought about it before. There’s a special day linking Italy’s and Southafrica’s histories. A bridge-day, filled in the calendar between the two days when every year the two countries remember their freeing. The two days are april, 25th (when Italy escaped from nazism, in 1944) and april, 27th (when Southfrican voted for the first time as whole nation, in 1994): the bridge-day is april, 26th or, in other words, today. And today, in 2012, it sounds quite strange to face these two nation to the freedom concept. The funding laws written after those big days are still on, but…in Southafrica you still find plenty of townships and ‘no entry areas’, while in Italy disgust is carrying away people day after day from the pleasure of democracy.

It’s hard to find something to say, today, Perhaps, the first thing to do is to honour persons who conquered the two ‘liberations’. And think about what they said, and made.

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  • Nel giorno-ponte tra le Liberazioni

      bandiera1.jpg

    Non ci avevo mai fatto caso in passato. Tra le cose che legano Italia e Sudafrica c’è anche un giorno preciso nel calendario. Un giorno-ponte, che sta nel mezzo tra due giornate in cui ognuno di questi due paesi ricordano la propria Liberazione. Ovvero, tra il 25 aprile (Liberazione dal dominio nazista per l’Italia) e il 27 aprile (Liberazione dal regime dell’Apartheid per il Sudafrica). Il giorno-ponte, dunque, è il 26 aprile, cioè oggi. E fa uno strano effetto nel 2012 mettere in parallelo  queste due società di fronte al concetto di libertà. Le leggi fondamentali scritte a seguito di quelle giornate sono tutt’ora in vigore, e nessuno  ne disconosce ufficialmente i valori: dalla teoria alla pratica, però, molto di quanto scritto nella Costituzione sudafricana deve ancora avere un’attuazione pratica, mentre nel caso della Carta italiana sembra di assistere ad un arretramento continuo rispetto ai risultati raggiunti nei decenni trascorsi. In fondo all’Africa le township da una parte e i quartieri residenziali blindati sono tutt’ora una realtà; nel cuore dell’Europa l’apatia e chissà quant’altro stanno distogliendo i cittadini dall’esercitare la democrazia. E dunque: sarebbe grave non celebrare le ricorrenze, ieri e domani. Ma nello stato in cui siamo , serve anche altro. Forse, tanto per cominciare, può servire il  ripensare alle persone che più di altre hanno conquistato quelle ‘liberazioni’. Ea quello che hanno detto e fatto nel corso della loro vita.  

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  • Il Sudafrica è tornato al ballo dei Brics. La scorsa settimana a New Delhi si è svolto il quarto vertice dei paesi emergenti, Il secondo da quando il ‘club’ formato da India Russia Brasile e Cina ha cooptato anche la più sviluppata nazione africana. Che per l’occasione non ha evitato di fare la ‘voce grossa’ nei confronti dei paesi più sviluppati, sottoscrivendo un documento comune che stigmatizza gli eccessi di liquidità che recentemente questi hanno messo in atto, America e Europa in primis anche se in forme diverse. Un ‘eccesso’ che, a detta dei Brics, ha indotto un’estrema volatilità di capitali sulle valute di questi. A quanto riporta la stampa italiana tuttavia i toni avrebbero potuto essere ben più duri se i cinque avessero adottato in pieno le parole del presidente brasiliano Roussef, che ha parlato di ‘tsunami monetario, guerra valutaria e perverse forme di protezionismo’ come effetto del mix tra austerity, deprezzamento della forza lavoro e allentamento monetario operati nelle parti più vecchie del pianeta. Del resto, oggi i Brics incidono per il 15 per cento sul commercio mondiale, per il 25 sul Pil e per quasi metà della popolazione mondiale, e vogliono farsi sentire di più. Anche se, notano alcuni analisti, non sono ancora sufficientemente coesi: il progetto per una banca per lo sviluppo dei Brics, formulato al precedente vertice, è rimasto per ora sulla carta.

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  • SA in Brics, part II

    Sa got a new invitation to Brics dance. Last week in New Delhi a new most emerging nations summit took place. The second one since when Brazil, China, India and Russia ‘coopted’ african most developped nation. In Delhi, Southafrica has signed a common document where the five countries criticize world’s most developped nations ’cause of their liquidity excesses, who induced a capitalvolatility over their currencies. Up to italian press, the final issue could have been stronger, but other four countries didn’t subscrive Brazil President’s declaration about a ‘monetary tsunami, a currencies wear and perverted ways of protectionism ”as stimulated by measures like austerity, job salaries droppping and monetary lightening in Europe and Usa”. As a matter of fact, nowadays Brics produce 15 per cent of world trade and almost half of global population. But, maybe, they aren’t cohesive enough: a ‘Bank for development of Brics project’, as issued during the previous summit, is still on paper.

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