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Archive for September, 2013

A birra fredda sul parbucking

la concordia al giglio
Quel giorno all’isola del Giglio, la settimana scorsa, era stato un guazzabuglio di euforie, mani per aria, birre per brindare. Il parbucking, o ‘addrizzamento’ della Costa Concordia appena compiuto si era rivelato decisamente il coronamento di un’impresa titanica, riuscita ben oltre le aspettative. E più che comprensibile, dunque, era l’entusiasmo di quei 500 che a quell’opera avevano materialmente contribuito.

C’era qualcosa che mi stonava, tuttavia. Primo: la missione non era ancora del tutto compiuta. La nave era tornata in asse, ma da ‘là sotto’ dovevano ancora tornar sù i resti delle ultime 2 vittime non ancora recuperate. E solo i familiari sanno quanto quelle spoglie, pur straziate, siano importanti per loro.

Secondo: su diversi media italiani il parbucking si è presto trasformato in una formidabile occasione di comunicazione patriottica, come e forsepiù di quanto avviene quando vince la nazionale di calcio. E questo nonostante che il grande team dell’operazione fosse infarcito di provenienze internazionali. E nonostante il fatto che questo ‘trionfo’, se tale è stato, deriva indissolubilmente da quella tragica debacle che a tutto questo ha dato origine, 19 mesi or sono.

Il giorno dopo, vedendo la foto del savage master Nick Sloane con una bandierina del Sudafrica in mano, l’ho ringraziato dentro me in modo doppio. Per quello che ha fatto assieme agli altri, soprattutto; e per l’esposizione di quel vessillo. Chissà fin dove avrebbe spaziato la retorica nazionalistica, altrimenti…

After the savage master passage

concordia-ricerca-dispersi-4-770x391.jpgPlenty of euphoria, last week in Giglio Island, Italy. The Costa Concordia Parbucking was the carryng out of a very titanic operation, more than expected by most of us. And indeed, well based was the enthusiasm of the 500 persons’ team who really made it possible.

There was someting out of tune, anyway. First: mission wasn’t completed, yet. The cruise boat was finally standing, but sea water stil had to give back last two passengers’ bodies; only victims’ parents do know how much that sloughs could be anyway important for them.

Second: soon after the end, the Concordia parbucking has become for some italian broadcasters an extraordinary chance of patriotic communication, despite of the international composition of the team; and most of all, despite the terrrific debacle who started anything, 19 months ago.

The day after, watching a picture of savage master Nick Sloane blowing a southafrican flag, I said thanks to him twice: about what he had done with his team, and about that flag, quite useful to stop a little of rhetoric.

Nolitye, stella di Phola

sello-duiker.jpgUna indifferente serata d’estate può casualmente farti approdare a nuova scoperte. Magari soffermandosi ad un bancarella di libri reminders, e gettando l’occhio su una copertina che ti incuriosisce. Così, qualche settimana fa ho scoperto la storia di K.Sello Duiker, un giovane talento della letteratura contemporanea sudafricana. Copywriter, autore di format televisivi, soprattutto scrittore. Vincitore nel 2001 del Commonwealth prize per il miglior autore esordiente in Sudafrica con un libro intitolato “tredici centesimi” ambientato nel ‘lato oscuro’ di quella Cape town in cui aveva sviluppato la sua formazione; recentemente alcuni media africani hanno richiamato una tale potenza d’esordio riferendosi a Songeziwe Mahlangu, un giovane autore appena pubblicato con un’opera intitolata Penumbra.

Ancora acclamato con un nuovo libro l’anno seguente (“La quieta violenza dei sogni”) Sello Duiker nel 2005, all’età di trent’anni Sello decise di togliersi la vita, poco dopo aver completato un nuovo romanzo non ancora pubblicato.

Proprio quel racconto, intitolato “Stella d’africa” e pubblicato in Italia da Mondadori junior è ciò che mi è capitato in mano quella sera nei pressi del mare. Una storia fantastica, nel senso di un ampio ricorso alla fantasia per tratteggiare scenari in cui Nolitye (la bambina protagonista) ed i suoi piccoli amici si ritrovano immersi, al centro di vicende forse un po’ troppo spinte sull’impressionante, per i miei gusti. Grazie a quel libro però ho scoperto un altro dei tanti angoli del Sudafrica meno agiato: la storia è infatti ambientata a Phola, una township non lontana da quella Soweto dove Duiker era nato, e dove l’omonimo parco fino alla fine dell’apartheid aveva una brutta fama di essere abitualmente scenario di violenti disordini. Le cronache riportano che nel 2012 Phola è stato anche lo scenario di tensioni in occasione degli scioperi proclamati dai minatori, prima ancora del clou raggiunto in agosto a Marikana. Chissà come avranno vissuto quei giorni la piccola Nolitye e gli altri esoterici personaggi partoriti da Sello…