Mentre Johannesburg si prepara alla Confederation Cup, Roma si attrezza per i Mondiali di nuoto. Tra fine luglio ed i primi di agosto prossimi, infatti, la capitale italiana ospiterà la massima competizione del settore, dopo le Olimpiadi. In vista delle gare sono state realizzati vari impianti, che in certi casi non ospiteranno nessuna gara, mentre altri che erano stati autorizzati sono stati lasciati a metà; ma questa è un’altra (brutta) storia. Quella bella che, invece, si intreccia alla competizione e della quale vogliamo scrivere porta il nome di Romina Armellini. Nuotatrice 24enne, specializzata nel dorso, sei anni fa scoprì di avere un tumore alla tiroide: di lì a poco fu operata, ma i medici le diagnosticarono un’estensione del cancro fino a polmoni e fegato. Per loro insomma non ce n’era per molto, ma dopo il primo mese di radioterapia Romina tornò in vasca, per inseguire la vita tramite la sua principale e straordinaria passione: il nuoto. Grazie alla sua forza, alle cure e – a suo dire – anche alla meditazione, Romina nel 2004 era di nuovo in grado di battersi ai massimi livelli, riportando tempi da qualificazione olimpica. Piccolo particolare: Romina è nata a Johannesburg, con padre di origine italiana. E siccome qualcuno all’epoca le fece intendere che quel cognome avrebbe potuto ostacolare la carriera, con la famiglia decisero di spostarsi in Italia. Così, l’anno scorso, Romina ha partecipato come atleta italiana alle olimpiadi di Pechino. E quest’anno punta a dare il massimo a Roma, proprio in occasione dei mondiali.