E’ giusto il modo con cui l’Occidente aiuta l’Africa? In Italia se ne parla molto in questi giorni, dopo che alcuni media a larga diffusione hanno rilanciato la posizioni di Dambisa Moyo: “negli ultimi 60 anni sono stati erogati sussidi per oltre 60 milioni di dollari, senza che questo sia realmente servito a migliorare le condizioni di vita dell’Africa”. La Moyo, 40enne nata in Zambia, formatasi ad Harward ed Oxford, esperienze a Goldman Sachs e Banca Mondiale, ora alla Lundin for Africa Foundation, ha da poco pubblicato un libro: “Dead aid”, in diretta contrapposizione con lo spirito da “live aid” simboleggiato da Bono Vox. La Moyo sottolinea come gran parte degli aiuti destinati dall’Occidente all’Africa abbiamo sostanzialmente arricchito i governanti, spesso dittatori, demotivandoli dall’avviare vere economie orientate allo sviluppo ed all’autosufficienza; sotto accusa anche le Ong, le quali girerebbero alle popolazioni africane solo il 20 per cento dei fondi raccolti. Dambisa propone di fissare uno scadenzario per l’abbandono progressivo degli aiuti a pioggia verso i paesi africani, e di stimolare un vero sviluppo dell’economia di mercato potenziando la creazione delle borse valori, l’attrazione di investimenti privati e il microcredito.