rugby1.jpgDan Cheeky Watson negli anni ‘70 era un omone bianco dal roseo avvenire nello sport sudafricano per eccellenza, il rugby. Gran placcatore, ad un certo punto Dan ha l’opportunità di vestire la maglia degli Springbooks, la nazionale del suo paese. Subito prima di accettare la convocazione, scopre tramite un giornalista di colore che anche nelle township nere ci sono ragazzi a cui piace giocare a rugby. Il suo cicerone dell’”altra” palla ovale gli propone di dedicarsi ad allenare i rugbisti-ombra della nazione, all’epoca immersa nell’apartheid. Lui accetta, e contemporaneamente viene radiato dallo sport ufficiale. Che Dan un giorno sfida apertamente, portando due delle sue squadre nere a fare una esibizione-blitz in uno dei più importanti campi nazionali. La storia di Cheeky Watson è stata portata in scena, in Italia, con lo spettacolo “Rugby blues”, per iniziativa di Biagio Vinella, recentemente intervistato su Radio 24 dal giornalista Dario Ricci, autore anche di un’altra suggestiva intervista a Marcello e Massimo Cuttitta, rugbisti della nazionale italiana in quel ‘95 che incoronò gli Springbooks, in quel Sudafrica dove loro avevano passato l’infanzia, assieme ai genitori.