johannsburg_soccer_field_wwwstylemag_onlinenet.jpgTra le scoperte delle ultime settimane, per gli italiani e non solo, c’è stato l’Ubuntu, Molti associano questo termine ad un sistema operativo. In realtà, ubuntu è l’acronimo di “umuntu ngumuntu ngabantu”: una visione africana dell’esistenza che, italianizzata, suona più o meno “io sono quel che sono in virtù di quel che tutti siamo”. Dall’altra parte del mondo e del tempo, ovvero già più di mille anni fa, le tribù maya sintetizzavano con il termine inlakesh un concetto simile: “quello che faccio a te lo sto facendo a me stesso, perché siamo una cosa sola”. Africa e golfo del Messico erano quanto di più lontano, all’epoca; ma questo pensiero era forse più diffuso di quanto non lo sia oggi, nell’era di internet. I pensieri di grandi scrittori come Galgut sembrano confermarlo. Eppure, dalla parabola dei mondiali sudafricani, forse è possibile recuperarne un po’; almeno questo è un buon augurio da farsi, nel giorno del 92° compleanno di Mandela.

(Foto: una delle immagini esposte in “Africas arenas”, di Thomas Hoffegen, fino al 30 luglio a Norimberga).