ska2.jpgBenché non sia questa l’epoca in cui il mondo guarda con maggior interesse a quello che c’è fuori dal mondo, la ricerca spaziale resta uno degli ambiti in cui l’Italia può ancora definirsi all’avanguardia. E’ da guardare con interesse allora la partnership che Italia e Sudafrica (assieme a Cina, Olanda, Nuova Zelanda e Gran Bretagna) hanno stretto nel progetto SKA (Square Kilometer Array), la cui prima realizzazione concreta dovrebbe essere la localizzazione nel Northern Cape di un sito di osservazione da 3mila antenne paraboliche. La data-obiettivo è tutt’altro che vicina (2025) ma il progetto è comunque ufficialmente partito all’inizio del 2012 con una conferenza a Roma, a cui per l’Italia ha partecipato l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Dal progetto è atteso un forte indotto scientifico, tecnologico e di innovazione in genere. La notizia entra in circolo nei giorni in cui uno scienziato dell’Università di Gottingen ha annunciato di aver individuato un pianeta dalle caratteristiche del tutto simili a quelle della terra, distante da queste 23 anni luce. Chissà che un domani queste due strade non s’incrocino…