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Nel turismo la professionalità è necessaria, e la convention Imbizo day non ha potuto che confermarlo. Poi c’è chi ci mette il cuore: a volte sopperisce alle lacune, a volte può creare empatia, e fare la differenza.

Chissà se questo sarà il caso di Marisa, volto di Rhulani Safari lodge: né italiana né sudafricana bensì argentina, come accento ed espressione lasciano subito presagire. I minuti spesi al suo desk fanno un po’ storia a sé, rispetto al resto degli incontri: la sintesi della sua storia nei rapidi secondi di passerella mi avevano incuriosito (anche grazie ad un rapida ed efficace sequenza di slides fotografiche), e il face to face non tradisce le attese. Tra un sorriso e l’altro scopro che dopo dieci anni di lavoro nella madre patria andati in fumo con il default del 2001, Marisa si è ritrovata a vivere in Svizzera, lavorando nelle ri-assicurazioni al pari di una ‘indigeno’ diventato suo marito. E che proprio lui, improvvisamente beneficiato di una ingente eredità familiare, ha deciso non più di due anni fa di dare forma ad un sogno ricorrente: acquistare un lodge in Sudafrica. “Io avrei preferito una scelta più prudente – racconta – d’altronde, eravamo in Svizzera…e invece lui ha insistito: tramite un broker sudafricano, che oggi è diventato un amico, abbiamo valutato una serie di locations, e poi abbiamo scelto la prima che avevamo visto: Rhulani”. Ovvero, una esclusiva struttura a Madikwe, il cui claim recita “lusso nel bush”,  e dalle immagini non lascia certo dubitarlo.

Aperta da marzo 2013, propone nove lodge autonomi, due con family rooms; per gestirla, Marisa e il marito hanno assoldato professionalità locali, non rinunciando al proprio lavoro (ed ai relativi introiti) nelle insurance elvetiche. Belle forze – penserà qualcuno – fare di queste operazioni quando ti capita un tesoro all’improvviso; ed infatti, tra ha chi ha preso la parola a Castelmonastero non sono mancati riferimenti ironici verso questi parvenu dell’industria ricettiva.  Il tempo dirà chi ha ragione: intanto, Marisa resta a referto (il mio) con un’impronta di grande cordialità, fin nei minimi dettagli. Come i cioccolatini che offriva (unica) agli astanti: dolci, al sapore, come il desiderio di un soggiorno a Rhulani.