Spesso (non sempre) la crisi stimola le capacità, e razionalizza l’uso di mezzi e costi. Nella classi agiate della Francia settecentesca si diffuse l’usanza di fare a meno della crusca di grano per produrre farine più bianche e raffinate. Cominciò così la diffusione del pane comune di farina raffinata, oggi universalmente diffuso: più bianco, più costoso, meno ricco di sostanza benefiche per il nostro organismo. Col tempo c’è chi ha preso coscienza di questa effimera contraddizione: così oggi il pane integrale, biologico e affini hanno ripreso vigore: il loro costo resta più elevato, ma il bilancio per l’organismo di chi lo sceglie sta tornando ad esser positivo.

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Dal pane al turismo (in Sudafrica) il passo è breve. Ce lo ha ben espresso Patrizia di Springbok Atlas, durante la convention di Castelmonastero. “Fino ad un paio d’anni fa, a differenza di altri turisti, gli italiani rifiutavano categoricamente la possibilità di fare tour in lingua inglese, anche se era nelle loro capacità linguistiche. Ora la musica è cambiata, anche – probabilmente soprattutto – perché se ci si ‘accontenta’, si risparmia un bel po’”.

In altre parole: perché devo pretendere una guida italiana se riesco a seguirne una che parla inglese, permettendomi così di conoscere turisti che   non arrivino solo dal mio paese e mettendo da parte qualche centinaia d’euro che posso spendere in altro modo durante il viaggio?”. Prima della crisi gli italiani non si facevano domande di questo tipo. Adesso sì. Almeno stando ad una delle tre ‘anime’ italiane stabilmente in servizio per questo tour operator (cui due disponibili “H24” direttamente a Cape town).

Aria tra il divertito e il disincantato, Patrizia ci ha spiegato che “il Sudafrica è una destinazione non facile da far comprendere agli italiani. Non capita molto spesso di convincerli ad andare oltre agli itinerari basic. Eppure ce ne sono alcuni, ad esempio quello sui luoghi di Mandela o dell’apartheid, che lasciano davvero il segno”. Non posso che confermare.

Tra i tour operator italian-native che provano ad aggredire la crisi c’è anche il Viaggio, oggi attivo anche su America e Asia, ma storicamente (dal 1978) focalizzato sul Sudafrica. Come testa di ponte per l’Imbizo day ha scelto Camilla, agente agguerrito e apparentemente navigatissimo, nonostante la giovanissima età. Bionda cresta in resta (molto meglio di Balotelli), è lei che ha raccontato di come i  tour “tailor made” per una clientela di alto livello stiano riscontrando un consenso crescente, forse anche grazie al fatto che ogni loro travel designer conosce bene la destinazione. “ La vera novità di questi ultimi tempi, dal nostro punto di vista, è la Colombia: paese giovane ma ricco di storia e di bellezze naturali. Registriamo un forte incremento di richieste”.

Che sia anche questo un effetto-crisi? Certo, se anche lo è, resta roba per “piani alti”. Per chi invece parte dal piano terra. Southafrican tourism e sette dei tour operators partecipanti ad Imbizo hanno preparato la campagna fly & drive da 1590 euro: se rientra nel vostro budget, avete almeno sette giorni e al volante ve la cavate…partite subito. Ne varrà la pena.