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African secrets and elephant whispers

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Perhaps children and parents in Southafrica are used to spend time with elephants: observing, taking care, even riding them. So don’t do italians, at all. And that’s why people gathering in Imbizo day got so impressed by Ferruccio, an italian tour operator focused on southern Africa for many years. He talked about Elephant whispers, a project raised in Madikwe by founders of Seasons in Africa. Ferruccio, who also showed highlights of Grootbos and African Secrets,  exposed an original way of introducing SA as the perfect destination for honeymoons: “marriage is a matter of compromise. This nation allows couples to practice it, offering places for quite every taste. And after ttaining, back at home…”

(image from seasonsinafrica.com)

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Imbizo” nel linguaggio zulu significa “riunione”, momento di incontro tra più persone che si ritrovano per prendere decisioni o discutere di cose importanti. L’ho scoperto non su un vocabolario, bensì all’interno di un borgo rimesso a lifting qualche anno fa (tra i counselor del caso anche il celebre Gordon Ramsay), nella parte più meridionale del Chianti.

Quel borgo è Monastero d’ombrone alias Castelmonastero, secondo la dizione assunta come relais d’alta gamma: è lì che in una mite domenica di novembre l’ente del turismo sudafricano ha dato appuntamento (meglio: ce li ha proprio portati) a più di 50 agenti di viaggio italiani, chiamati a conoscere l’argenteria ricettiva della “nazione con dentro il mondo”, ed un bel plotone di tour operators ansiosi di venderla più e meglio, attraverso loro.

In quest’ottica io non c’entravo niente ma – ottenuto il cordiale placet dagli organizzatori, e sperando di non esser stato d’impiccio – ho carpito qualche ora di un’atmosfera tutt’altro che noiosa, ‘business’ ma non stressata, informale e a tratti divertente. Prima la passerella in plenaria di una ventina di operatori, tre minuti a testa ciascuno per anticipare agli agenti cosa di buono avevano da offrire: poi il ‘face to face‘ a gruppi presso postazioni riservate, nelle rustiche sale della struttura ribattezzate per l’occasione con nomi tipo “leonessa” o “pinguini”. Una giornata un po’ fuori dal tempo, dove tutto il bello (ed è davvero molto) del Sudafrica luccicava prescindendo da ciò che di meno bello c’è. E se questo (comprensibilmente) poteva apparire un po’ artefatto, non è banale constatare la determinazione di quelle persone decise a  conciliare il benessere di chi viaggia (l’”esperienzialità” come si usa dire) con il proprio tornaconto, e possibilmente con quello del paese che li ospita.

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Vibrazioni positive, a dispetto da quello che la quotidianità riserva, anche poco fuori Borgo Monastero: alcuni dei volti di questa giornata meritano di essere raccontati. Lo faremo prossimamente.

A SA convention in Chiantishire

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Some 50 italian travel agents attended on a mid-november sunday a convention held in Chiantishire by Southafrican tourism. The “Imbizo day” provided 19 three-minutes speeches, assigned to Sa tour operators, hotel chains, air companies. Afterwards, the audience got a face-to-face quarter of hour with anyone of them so to get in touch and, maybe, open new business relationships.  Imbizo day took place in Castelmonastero, a glamorous relais opened less than ten years ago in one of the most famous countryside of Italy, also famous for Gordon Ramsay’s touch on restaurant proposals.

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At hosts’ eyes, Southafrica looked like a very powerful destination: asked about their previous relations with the nation, only a few of attending travel agents confirmed to have travelled before in SA, but most of all said they’re feeling like going there, as soon as possible.

masilo1.jpgHa debuttato al teatro Brancaccio di Roma, pochi giorni fa, la prima “Carmen” di Bizet rivisitata in chiave spiccatamente africana. La più provocante ballerina di flamenco della storia viene interpretata da Dada Masilo, danzatrice e coreografa sudafricana, che fa rivivere la celebre opera con un’ambientazione essenziale: solo giochi di colori e luci, proiettate su di lei sugli altri 12 ballerini che si alternano sulla scena, idealmente ambientata nella Soweto contemporanea. La Masilo arriva a questa rappresentazione dopo un altro ardito lavoro, un Lago dei Cigni inscenato come bandiera della libertà di espressione del pensiero e della sensualità, rappresentato l’anno scorso sempre a Roma. Le recensioni dello spettacolo sin qui raccolte sulla stampa italiana parlano di una Carmen decisa, gestualità forti, un finale violento e sorprendente rispetto al consueto copione. Uno spettacolo che non passa inosservato, e vista la determinazione della Masilo non poteva essere altrimenti.

(foto Roma Europa festival)

A sowetan flamenco dancer in Rome

SA dancer Dada Masilo performed some nights ago in Brancaccio Theatre, Rome, as Bizet’s Carmen. Performance of sowetan young artist was followed by positive comments, thanks to an unconventional scenography only based on lights and colours, and to a  very personal way of dancing the flamenco altogether with 12 dancers. Masilo already got plenty of cheers last year in Rome, performing the “Swan lake”. performing the “Swan lake”.

Scelte di vita: la guida nel bush

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Da meno di un mese Rete 4 ha ripreso a trasmettere in prima serata (il giovedì) “Life – uomo e natura”, riuscito esempio di infotainment scientifico-naturalistico che molto deve alla capacità di conduzione del biologo Vincenzo Venuto. Ogni tanto, qualche buona nuova dalla tv generalista.

La buona nella buona giovedì scorso, quando la puntata si è aperta con un reportage realizzato nel Limpopo, all’interno di una riserva naturale ai margini del Kruger park.

Intendiamoci, nessuno scoop. Ma per chi come me ne ignorava l’esistenza (a dispetto della passione per l’Africa) è stato interessante scoprire che in Italia esiste una apposita associazione, l‘AIEA, formata da persone che accompagnano una specifica competenza alla passione per il continente. Ancora di più, venire a sapere che ogni anno da qualche tempo l’italiano è una delle cinque lingue (ad ora) che può aprire le porte a chi lo parla verso una professione coinvolgente quanto preziosa, la guida ambientale all’interno dei parchi africani (e del Sudafrica in particolare). Una strada possibile tramite l’AFGA (African Field Guides Organization) e di cui la trasmissione di Venuto ha dato un’affascinante (fin troppo, forse?) rappresentazione, attraverso le testimonianze di alcuni entusiasti uomini e donne italiane.

Chissà, conoscere questa opportunità potrebbe cambiare il destino a qualcuno. Per parte mia, sono grato a chi svolge questo mestiere con dedizione e professionalità, permettendo di vivere certe emozioni nel bush, anche solo per un giorno.

African field guides on italian tv

AFGA, African Field Guides Organization, was last week one of main topic of “Life – man and nature”, a weekly tv reportage on air on Rete 4 italian mainstream channel. The infotainment show, presented by italian biologist Vincenzo Venuto, showed the training activity held in Limpopo by the organization, involving some italian men and females willing to become field guides. The group testified its passion about making this choice of life, in an astonishing enviroment populated by vbig 5 and other animals. Before getting to SA, AFGA candidates are asked to take part in a six-days course managed in Italy by italian association Esperti Africa.