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Chi prende la valigia e parte dal Sudafrica per andare a vendere sul mercato italiano? Le donne. Il micro-campione di Casltelmonastero, a metà di questo mese ha espresso questa indicazione: su 10 operatori di incoming saliti d’emisfero per proporre lodge hotel o itinerari, non uno era di sesso maschile.

Per contro, un variegato plotone femminile: eterogeneo per look o per età, ma piuttosto livellato quanto a preparazione.  Capace a volte di esprimersi addirittura in italiano, come nel caso di Lidia: distinta first lady di 3Sixty - Sun international (di origini italiane, va detto), in convention ha proposto tre linee di prodotto da upper class  ramificate  in un “golden triangle” tra Cape town, Sun city e le cascate Vittoria. Ha avuto gioco facile nel destare attenzione con la strategia dei figli alloggiati gratis (fino a 18 anni) per le famiglie che scelgono le family rooms, ed riuscita perfino a magnificare (con un sapiente uso dell’Ipad) una struttura come il Palace of lost city (a Sun city), decisamente kitsch alla vista (lei stessa l’ha premesso)  con tanto di spiaggia artificiale (e sabbia Namibia import).

Già detto di Chelsea (abile non nel parlare italiano, ma nel dialogare con chi la capiva senza attendere la traduzione), all’Imbizo day c’era anche Filippa. Ovvero, i Protea Hotels, 116 strutture in 7 nazioni africane, soprattutto in Sudafrica dove ai ‘classici’ si sono aggiunti recentemente i “Fire&ice”, più cool e rivolti ad un pubblico dinamico. Ben predisposta nell’oratoria – oltre che nel goodlooking, indeed -  Filippa mi ha fatto ricordare ascoltandola che in una di quelle strutture ho avuto la fortuna di alloggiarvi: non ricordo molto salvo una lauta colazione, a conferma dell’attenzione per il cibo che lei stessa riconosce ai clienti italiani.

Colori e fisionomie già apprezzate anche nel desk di Joburg tourism, dove le due ragazze (ahimé, non ricordo i nomi) potevano confondersi benissimo nelle moltitudini viste a Sandton o Soweto. Ovvero, in due dei tanti asset da loro messi in valigia per proporre la destinazione-Johannesburg: alcuni a me ben noti, altri non ancora (esiste anche un gold mine tour, durata due ore: meta ideale per Miniere di memorie), oppure recentemente ‘accessoriati’, come le torri di Soweto ora a prova di bungee jumping. E chi è pronto a lanciarsi, si faccia avanti.

Dal biscotto può nascere un fiore

tobm-newlogo.pngIl Comune di Milano destina questa estate lo spazio espositivo del PAC ad un a retrospettiva multimediale sul Sudafrica intitolata “The rise and fall of Apartheid- phography and bureacracy of everyday life”. Non ho visitato fin qui la mostra (c’è tempo fino al 15 settembre 2013) ma le critiche di settore sembrano piuttosto buone, ed è certo una cosa positiva che chi ha i mezzi per farlo in Italia si dedichi a “mostrare l’apartheid per conservarne la memoria, senza banalizzare l’indicibile” per dirla con le parole di Art tribune.

Meriterebbe dare anche un po’ di risalto a quanto (di buono, magari) è stato fatto laggiù anche dopo il 1994. A Parigi, contemporaneamente, la mostra My Joburg alla Maison rouge sta mostrando (fino al 22/9) le recenti trasformazioni di Johannesburg, esponendo le opere di 40 artisti sudafricani.

Un occhio attento lo meriterebbe anche Cape town, e le sue singolari innovazioni. Quella dell’Old biscuit mill, ad esempio, una ex fabbrica alimentare riconvertita da alcuni anni a spazio di creative co-working, animato da designer di tendenza, artigiani della ceramica o del vetro, architetti, creatori di primizie gastronomiche. Vanta già una certa fama da mèta turistica a la page, nel mondo anglosassone, in virtù del food market che vi si tiene ogni sabato mattina, capace di attrarre folle di clienti talvolta pure eccessive.

L’idea di dar vita a spazi dove mostrare forme espressive eterogenee, e dove far ‘risiedere’ persone capaci di creare, mi è sembrata lodevole sin dalla prima volta che visitai il Beaubourg a Parigi. La scelta di riconvertire in questo senso luoghi di archeologia industriale non è certo inedita, ma vederla realizzata all’estremo capo dell’Africa mi lascia oggi una sensazione bittersweet, pensando a certe realtà ‘nostrane’ che avrebbero potuto fare altrettanto, e non l’hanno fatto.

Intanto, grazie all’Ansa che mi ha fatto scoprire l’Old biscuit qualche settimana fa, e a Fabrizio Marta, autore del blog Rotellando che l’ha recensito giusto ieri, dopo averlo ‘toccato con mano (e ruote)’ .

SA art shows in european summer

artoff9481.jpgSummer of 2013 in Europe offers two relevant expositions dedicated to recent past & contemporary SA. In Milan, Italy, City townhall reserves the PAC art space to “The rise and fall of Apartheid- phography and bureacracy of everyday life”, managed by Okul Enzewor and open until september 15th. It’s a kind of multimedial exposition, where visitors can find opposite original newspapers of apartheid era (“Drum” and “Panorama”) and a way of showing SA photography history, some made by Roger Ballen and David Goldblatt, besides conteporary art examples signed Adrian Piper and William Kentridge.

Meanwhile. Maison Rouge in Paris, France exposes “My Joburg”, around 40 conteporary SA young artists, whose creations will be open to french audience until sept. 22nd.

(Imagine: courtesy of Maison Rouge website).

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  • Six years ago, searching for my first flight to SA, I found myself surprised when realizing that I should have flew north (Germany) before flying south (Cape town). Six years later, nothing has changed, and no air companies flies yet straight from Italy to SA.

    Anyway, the one who has the chance to fly should better to take it. Especially before march 8th: Southafrican Airways makes a special offer on flights between now and june 28th, and between novembre 12th and decembre 12th. It costs 699 euros round trip tax included from Italy to Joburg, and 829 euros if you go until Cape Town. This offer is valuable from 17 italian airports.

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  • I fantastici quattro di fine anno

    dd1_0214.jpgVisto quanto di negativo ci siamo trovati a scrivere nei mesi scorsi, fa davvero piacere chiudere l’anno segnalando quattro significative note positive. Se in Italia le banche sono nel mirino, in Sudafrica all’opposto il settore sta conoscendo una rapida espansione, che si traduce in nuovi, appetibili posti di lavoro: 53mila nuovi dipendenti nel solo terzo trimestre del 2011, stando a Bloomberg e Adcorp Holdings. La potenzialità di nuovi clienti, intesi questi come sudafricani che finora non avevano neppure un conto corrente, è talmente ampia da prevedere ulteriori crescite nel corso del prossimo anno.
    Cresce, nondimeno anche il turismo, ed in questo l’Italia sta dando una buona mano al Sudafrica. Se si eccettua il mese di giugno, il più esposto all’effetto-Mondiali del 2010, il confronto tra il 2011 e l’anno passato segna continuamente una crescita negli arrivi di italiani in Sudafrica: oltre 40mila da gennaio a settembre, su 6 milioni di visitatori esteri complessivi.
    E cresce anche l’integrazione della comunità italiana in Sudafrica: le scuole private non sono necessariamente un indice di benessere comunitario, ma è un dato di fatto che per la prima volta a fine 2011 si sono poste le basi (tra gruppo Crawford, Club Italiano di Johannesburg e Consolato Generale) per avviare una scuola italiana che accoglierà 550 bambini a Johannesburg.
    Infine, è un piacere dar conto del fatto che il progetto Netsafrica, che più volte abbiamo seguito negli ultimi anni, è approdato a nuovi traguardi: grazie ad una partnership con Confesercenti ed il Comune di Grosseto, è stata avviata la realizzazione di un moderno mercato ambulante delle merci a Lusikisiki: forse già il prossimo anno 250 banchi vendita regolati da precise disposizioni animeranno in modo più moderno e funzionale la vita di questo borgo sudafricano, grazie anche all’Italia. Auguri!

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  • A fab-four set to end the year

    leratong-pre-primary-adtalent.jpgWe wrote about so many bad things this year, over this blog. So it’s a real pleasure, today, to end the year posting 4 good news facing the new year that’s coming. First of all: SA financial industry is growing faster and faster, and 53.000 new employed got in between july and september, 2011. Figures allows to expect new records in 2012.
    Tourism seems also to grow: italian visitors grew this year month after month, except june who was the ‘record month’ in 2010, thanks to World Cup. From january to september, 2011 40.000 italians flew there, part of a six-millions invasion from all over the world.
    Third: we don’t like so much private school, but as a matter of fact the first italian primary school is willing to open in Johannesburg, thanks to an agreement signed in december between Crawford group, Italian club in Joburg and Italian Consulate. More than 500 children are expected to attend the institute.
    Last but not least, Netsafrica project (do you still remember?) faces new target: in partnership with the Town hall of Grosseto (central Italy) and the local traders organizations, Oxfam international will start a large open air-market in Lusikisiki, with modern rules and standars. A good example of real cooperation between Italy and Southafrica. And now…best wishes!.

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  • Makiwa’s door for children

    100 door project of Jo’burg Child Welfare got this week its first success with the auction of door n.1, skilled by artist Makiwa Mutomba. The door was auctioned for 10200 rand. And now, let’s open new doors.

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