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Destini incrociati #2

1241827_santo_leonardobc.jpgIn teoria, con stasera in Italia si è chiusa un’era. Fossero stati altri tempi, anche solo qualche anno fa, ci sarebbe stato di che festeggiare, brindare e fare le ore piccole ebbri per la speranza di un futuro migliore.
Invece, al punto in cui l’Italia si è ridotta, non ci è rimasta neppure quest’ebrezza.
E ancora più desolante è pensare che si arriva a questo punto di svolta non perché l’uscente premier o gli italiani che l’hanno sostenuto si sono resi conto che era il tempo per farlo. Bensì perché l’Europa, i mercati e chissà qual’altro oscuro figuro ci hanno in pratica costretto a farlo.
Forzati ad occuparsi di quello strano paese che è diventato l’Italia, i media sudafricani hanno almeno in parte colto l’occasione per mettere a confronto gli attuali due leader dei rispettivi paesi: un’analisi (ed un dibattito reso vivo dai commenti) si può leggere su thoughtleader.co.za, per mano di Vadim Nikitin. Le similitudini sono numerose, e balza agli occhi la profezia che, come Berlusconi oggi, un domani Zuma possa cadere vittima del suo “non fare”. Come alcuni notano, il Sudafrica ha dalla sua un cappio in meno al collo da parte della comunità finanziaria, e un’opposizione che giorno dopo giorno sta crescendo in modo costruttivo.
Salvo sorprese, in Sudafrica si tornerà a votare nel 2012, in Italia…chissà quando. E chissà come sarà messa, l’Italia, quando lo farà.

Crossing destinies #2

At first hand, Italy seems to close tonight an historic era. In other times, even a few months ago, many people would have celebrated this event with cheers and parties all night, drunk by the hope of a better future to start. Nothing of this is really possible tonight, considering the situation Italy felt down in.
It’s even more depressing to think that Berlusconi came to resing not really because he realized what he (hasn’t) done, or because people who supported him realized it instead of him, but only because EU, financial markets or maybe some hidden player forced him to do it.
Vadim Nikitn on Thoughtleader.co.za, as other SA media, compares Berlusconi to Zuma; their walks share many things, and it’s really possible that sooner or later JZ will fall victim of his “doing nothing of real”; but in this moment, SA is not as targeted by financial powers as Italy is, and his political opposition is growin’ solid, much more than Italian one.
Apart from surprises, SA will be back on vote in 2012; Italy…who knows when. And who know how this country will be, at that time…

Silvio e Jacob, destini incrociati?

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La vicenda di Silvio Berlusconi, e ciò che sta vivendo l’Italia in questo momento, si presta apparentemente a immediate analogie con la recente storia del Sudafrica. Jacob Zuma, attuale capo del governo, ha avuto il suo bel daffare con la giustizia, e solo al termine di un controverso dibattimento in tribunale ha potuto liberarsi da pesanti accuse originate, anche in quel caso, da vicende a contenuto sessuale.

Le analogie, per ora, si fermano qui. E cominciano le differenze. All’epoca del giudizio, Zuma non era – ancora – uomo di Governo, benché lo sarebbe diventato a breve e questa circostanza secondo molti ha finito per incidere sul giudizio stesso. Al di là di questo, Zuma non ha rifiutato l’aula di tribunale: si è prestato al rito e, in base agli atti, ne ha avuto ragione.

Se il percorso sarà uguale e contrario, da ora in poi, il premier italiano in carica si sottoporrà al rito abbreviato cui è stato chiamato, magari ne uscirà sconfitto e tornerà allo status in cui Zuma era prima del suo; qualcosa ci dice, però, che non andrà così. Del resto, la china dei due paesi, sembra proprio rivolta in direzioni opposte. E per rifarsi gli occhi sul belpaese, forse all’estero non resterà davvero che guardare foto di veline, meteorine, e starlette varie.

 

Zuma: “We are proud of South Africa”

from Johannesburg

tifosi-ingresso-soccer.jpg As South Africa enters it’s last days of hosting the World Cup, we can finally thank this Country for his warm welcome to the tourists and the very good organisation. Also the country’s head of state, President Jacob Zuma believes the “Rainbow Nation” has exceeded expectations with its organisation of the tournament. The supporters confirm this: “Perfect organisation, we never waited a minute” says Teia, argentina tuorist. “Yes, only in the opening match we entered very slowly, but in the other several matches I took part everything was fine” adds Abraham, mexican. “I’m very surprised, I didn’t expect a so good organisation. Ticket, bus: no problems” says Maurizio, italian.
Even if the african teams are not in the final (and Gyan missed the penalty making his public crying), this world cup has been one of the proudest moment in Africa’s sporting history. “The successful hosting of the event has reaffirmed that FIFA’s trust in Africa was not misplaced. I also believe that the legacy of this FIFA World Cup will benefit the African continent for decades” said Zuma in an exclusive interview with FIFA.com.
For the whole interview, click here

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  • Zuma: “Siamo orgogliosi del Sudafrica”

    da Johannesburg 

    tifosi-ingresso-soccer.jpg Mancano ormai pochissimi giorni alla fine dei mondiali e finalmente si può ringraziare il Sudafrica per la sua calorosa ospitalità e perfetta organizzazione. Anche il presidente Jacob Zuma ha dichiarato che la Rainbow Nation ha ben più che superato tutte le aspettative. Confermano i tifosi: “Organizzazione perfetta, non abbiamo mai aspettato neppure un minuto” dice la turista argentina Teia. “Sì, all’opening match è stato lento l’ingresso, ma a tutti le altre partite è filato tutto liscio” ribatte il messicano Abraham. “Sono davvero sorpreso, non mi sarei mai aspettato una perfezione del genere. Ticket, bus, navette: nessun neo” dice l’italiano Maurizio.  E anche se sul campo le squadre africane non sono arrivate in finale (e il rigore mancato di Gyan ha fatto piangere tanti tifosi), questo è stato uno dei momenti di maggiore orgoglio nella storia sportiva africana. “Il successo di questa ospitalità- ha dichiarato Zuma in una intervista esclusiva sul sito Fifa.com- conferma anche che la Fifa non ha sbagliato set. Anzi, io credo che la legalità di questo mondiale darà benefici al continente africano per decadi”:   Per l’intera intervista, cliccate qui.

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    While italians supporters are still diverted by the “Serie A” and the Campions League, last weeks more than one italian magazine has shown the story of football in Robben island, when it was a prison. The African film Festival in Milan presented two weeks ago “More than just a game”, a movie based on the Chuck Norr and Marvin Close’s book who tells about the island prisoners and their struggle for the right to play soccer. (more…)

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    Mentre le attenzioni dei tifosi italiani sono ancora rapite da campionato e champions league, nei giorni scorsi più di un quotidiano nazionale ha dato risalto alla storia del calcio giocato a Robben Island, quando la prigione che ospita l’isola di fronte a Città del Capo era ancora in piena funzione. L’occasione è stata la presentazione a Milano del film “More than just a game”, nell’ambito del 20° festival del cinema africano. (more…)

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